Argentina: Messi, Lautaro e Di Maria travolgono la Giamaica



La Seleccion vince 3-0 con un sigillo di Alvarez e una doppietta della Pulce nella ripresa. Il Toro gioca per 56’, Di Maria 78’, Correa entra nel finale. Dybala a riposo come il viola Gonzalez

Argentina col vento in poppa e un Messi in modalità “on fire”. Dopo la passeggiata con l’Honduras di giovedì scorso, la corazzata di Lionel Scaloni ha concesso il bis nella notte contro la Giamaica, travolta con un agevole 3-0 nell’ultimo test prima di definire la lista di 26 giocatori per la spedizione mondiale. Sfida senza storia alla Venue Red Bull Arena di Harrison, dove il ct albiceleste si è concesso il lusso di sperimentare cambiando per otto undicesimi la formazione. Solo tre gli “italiani” in campo, con il nerazzurro Martinez e lo juventino Di Maria titolari e sostituiti nella ripresa, mentre Correa ha goduto di uno spezzone di gara nel finale. Di Alvarez la prima rete dopo nemmeno un quarto d’ora su suggerimento del Toro. Poi doppietta della Pulce, che è entrato nella ripresa scatenando l’entusiasmo del pubblico, compreso quello di un invasore che ha sfidato la nutrita security nel tentativo (vano) di strappare un autografo. A suggellare l’ennesima serata da incorniciare per l’Albiceleste, anche l’annuncio del rinnovo di Scaloni fino al 2026.

Argentina show

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La truppa allenata da Hallgrimsson fa inevitabilmente da sparring partner contro un’Argentina affiatata e spinta dall’entusiasmo di ben 34 risultati utili consecutivi, che diventano 35 a fine serata (a due dal record assoluto dell’Italia). Nonostante i numerosi cambi di Scaloni, un differente modulo provato in corsa (il 5-3-2 come variante al 4-3-3) e un Messi tenuto a riposo per oltre un tempo, la “Scaloneta” fa il bello e cattivo tempo intrattenendo il pubblico. Dopo i primi 45’ si contano ben nove occasioni per l’Argentina, che poi con Messi in campo ne confezionerà altrettante prima del fischio finale. La prima dopo appena 4’, con Rodriguez, poi subito il vantaggio firmato da Alvarez con una zampata sotto porta su assist di Lautaro, al termine di una giocata da manuale condita da 28 tocchi consecutivi. Il risultato resta fermo nei successivi 70’ solo per i numerosi sprechi davanti alla porta difesa da Blake, tra cui due grosse chance del Toro e altrettante per Lo Celso. Poi sulla Giamaica si abbatte l’uragano Messi, capace di mandare fuori giri l’intera difesa avversaria. L’azione individuale che porta alla punizione vincente dal limite all’89’, dopo il primo sigillo realizzato all’86’, è la sintesi dell’esibizione con cui la Pulce infiamma gli spettatori: slalom in un fazzoletto fra tre avversari, fallo e sinistro chirurgico dal limite, quello che vale il 90° sigillo in maglia albiceleste.

Gli italiani

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Poco spazio per gli “italiani”, risultato anche dell’ampio turnover di Scaloni e della necessità di testare qualche elemento non ancora certo della convocazione finale. Tra questi c’è Dybala, che però (così come il viola Gonzalez) Scaloni non ha voluto rischiare nonostante il via libera dello staff medico albiceleste. Le speranze mondiali della Joya, rimasto a secco di minuti in queste ultime due uscite, restano così legate alle prestazioni in maglia giallorossa nel prossimo mese. Chi è sicuro di far parte del gruppo di 26 è invece Lautaro, titolare anche stavolta per far staffetta con Messi: buona prova quella del Toro nonostante lo zero alla voce gol, ma ha comunque lasciato la firma con un assist per nulla banale sul primo gol di Alvarez. La buona notizia per Inzaghi è che il Toro tornerà fresco e carico dopo aver messo solo un centinaio di minuti sulle gambe tra Honduras e Giamaica. Sono 78’ invece i minuti collezionati dall’altro “italiano” in campo dall’inizio, Di Maria, molto pimpante e partecipativo nei primi 45’ ma in fase calante nella ripresa. Solo 12’ più recupero il tempo concesso al Tucu Correa, che ha comunque provato a mettersi in mostra con due spunti personali prima che Messi rubasse la scena con il suo magico uno-due.



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