Atalanta, Gasperini prima della partita con lo Spezia: “L’Europa non è obbligo”



Il tecnico nerazzurro: “Zapata è forte, coi gol non deve dimostrare niente. Ce l’ho con chi dice che se non arriviamo in cima falliremo”

dal nostro inviato Andrea Elefante

Un’Atalanta più affamata, una rosa da rispettare anche se in teoria fin troppo lunga, l’obiettivo di fare il massimo. Con il traguardo di un bilancio e un club sani che è prioritario anche rispetto a quello di tornare in Europa, “che ovviamente sarebbe bello”. Sarà che non parla alla vigilia di una partita da tanto, ma Gian Piero Gasperini è un fiume in piena, quantità di parole proporzionale alla voglia di ripartire: a cominciare da La Spezia, domani. Parlare di ignoto forse è eccessivo, ma decifrare cosa possa esserci dietro una barriera lunga cinquanta giorni non è facile. Soprattutto, non ci sono parametri attendibili per fare previsioni. Se non quelle permesse da quanto il tecnico ha visto sul campo, dal ritorno a Zingonia.

Cattiveria

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E il Gasp ha visto cose buone: “Questa sosta ci ha permesso di allenarci molto e bene, con test internazionali nei quali ho visto approcci significativi. Ma è stata importante anche per conoscerci di più, parlarci, come succede quando non c’è la pressione del risultato e legami forti nel gruppo. Quello che abbiamo constatato è che forse la squadra ha bisogno di ritrovare un po’ di fame, se non vogliamo dire cattiveria: certe motivazioni che sono proprie dell’Atalanta. Come ho letto in un’intervista di Caldara, quando si affronta l’Atalanta si affronta una cultura e certe cose forse sono venute un po’ meno, ci sono mancate soprattutto quando serviva raddrizzare le partite, come eravamo bravi a fare in passato. Dobbiamo cercare di recuperarle, queste cose: magari non ti fanno vincere le partite, ma è un valore che nei prossimi cinque mesi va riproposto in modo più convincente. Soprattutto in casa, dove forse a volte abbiamo avuto un approccio troppo fiducioso, oltre a pagare la mancanza di un po’ di qualità, alla quale si compensa pure con un po’ di fisicità in più”.

Sei partite o sette?

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Si riparte in trasferta, non in casa: a La Spezia, “la prima di sette partite tutte a gennaio, e speriamo davvero siano sette, ovvero due e non solo una di Coppa Italia: siamo stati fermi tanto, è normale che il calendario diventi pressante. E’ un po’ come essere all’inizio della stagione: c’è voglia di ripartire, ma per tutti. Lo Spezia è una buona squadra, con un’identità precisa, e con Gotti ha aggiunto un po’ di coraggio in più, dopo la gestione di Motta è migliorata ulteriormente. Servirà una prestazione giusta: credo che da gennaio in poi sarà un campionato più equilibrato di quello che c’è stato finora e parlare di partite facili, come leggo e sento dire da qualcuno, non mi sembra rispondente alla realtà”.

Tackle

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E’ il primo tackle contro una fetta della stampa locale a cui Gasperini non risparmia altre parole molto dirette: “Se mi chiedete qual è il nostro obiettivo rispondo: il massimo possibile. Sono preoccupato perché leggo ogni giorno che l’Atalanta è una grande squadra e che se non andremo in Europa sarà un fallimento. Per fortuna non mi riferisco ai tifosi, che anzi sono sempre molto vicini alla squadra. Chi vuole alimentare questo tipo di polemiche è una zavorra per l’ Atalanta. Mi hanno anche messo contro il presidente Percassi nei confronti del quale ho un rispetto esagerato, per il carisma che ha, per quello che ha fatto per me e per la nostra identità di vedute. Che sarebbe bello tornare in Europa l’ho sempre detto, ma la cosa più importante è che la società sia sempre sana: è il nostro primato più importante, come valorizzare e preparare i nostri giovani. Sono convinto che aver mantenuto sempre dei bilanci straordinari sia stato il nostro successo più importante: così la società può guardare al futuro con serenità”.

Disegni di classifica

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Come Gasperini guarda la classifica di oggi: “Dopo aver letto tante cose negative, nel dubbio che qualcuno si fosse dimenticato dei nostri 27 punti, l’ho rimessa davanti alla squadra, l’abbiamo proprio scritta a mano. Siamo in compagnia di tutte le big, mi è difficile capire tante perplessità. Se il campionato finisse oggi, saremmo in Europa League. Quanto alle quattro sconfitte, bisogna vedere su cosa ci si focalizza: se le calcoliamo nelle ultime cinque partite sembra uno sfacelo, viste globalmente su 15 partite credo sia un bel percorso. Ma adesso per fortuna si riparte”. Con una rosa ampia, e questo si sa: “Ma io non ho mai problemi di rosa, al Genoa ho allenato anche 40 giocatori. Io faccio rose giuste, non corte: per me è più importante un gruppo forte che ampio, le rose esagerate non servono a niente se non a riempirsi la bocca e a gettare fuoco negli occhi. Anche perché i giocatori costano tantissimo, e averne 3-4 di meno avrebbe ovviamente un’incidenza diversa. Ho sempre fatto questo ed è sempre andata bene, non prendo lezioni di come si fanno le rose: rispetto le idee degli altri, ma io lavoro così. Quest’anno purtroppo c’è una situazione di una rosa troppo numerosa, ma non c’è stata possibilità diversa, e non credo che a gennaio cambierà molto. Però io non ho mai mandato via nessuno. Domani partiamo in 25, a casa restano solo Demiral e Musso, vediamo se recuperabili per Bologna. Porto Hateboer anche se non può ancora giocare, ma è qui da anni ed è un “capitano” pure lui”.

Evoluzione Maehle

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E anche Zapata, ormai. “E lui non mi deve dimostrare nulla con i gol, non è con un rigore segnato in più (allude a quello tirato e sbagliato, anche se non gli spettava, contro l’Az Alkmaar) che mi dimostra di essere tornato quello di prima: Duvàn è forte, mi va benissimo quello che sta facendo in campo”. E anche quello che sta facendo Maehle, pure da mediano, dove il tecnico lo sta provando ultimamente, invece che sulla fascia: “Oggi Maehle è un giocatore molto inserito, molto positivo. Ho aspettato a metterlo in mezzo perché aveva il Mondiale e non sarebbe stato bello cambiargli ruolo rispetto a quello che ricopre in nazionale. Ma lui può stare in mezzo al campo e dà risultati molto positivi: ha corsa e resistenza particolari, da posizione centrale capacità di inserimento anche maggiori. E’ giovane e disponibile, può avere questa evoluzione, come abbiamo concordato anche insieme”.



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