Atletica Eugene, da El Bakkali alla Rojas: 5 ori mondiali agli olimpionici di Tokyo



La quarta giornata di Eugene inverte la tendenza: solo il bis mancato arriva dalla maratona femminile

Dal nostro inviato Andrea Buongiovanni

Sei finali e cinque successi di campioni olimpici di Tokyo. La quarta giornata di Eugene 2022 inverte una tendenza: il solo bis mancato arriva dalla maratona femminile. Per il resto tante conferme di campioni con la C maiuscola.

Siepi tattiche

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In una finale di 3000 siepi molto tattica (in 10 nel gruppo di testa alla campana) e con tanto di cameraman a ostacolare nelle prime fasi i battistrada, il titolo va al marocchino Soufiane El Bakkali che, con la solita gran volata, in 8’25”13 (il tempo più lento di un vincitore nella storia dei Mondiali per addirittura 9”97) precede l’etiope Lamecha Girma (8’26”01) e il redivivo keniano Conseslus Kipruto (8’27”92), sul podio per la quinta volta. L’ultimo 1000? Da 2’32”94. Sorprende lo statunitense Evan Jager: ex grande della specialità, di lui da quattro stagioni se ne eran perse le tracce. Quest’anno è tornato, ma ripresentandosi senza far meglio di un 8’34”. Il suo sesto posto ha un enorme peso specifico.

Fede in Faith

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Faith Kipyegon, ancora lei. La keniana vince un 1500 tiratissimo (secondo titolo dopo quello di Londra 2017 e quarto podio da abbinare ai due trionfi olimpici) e fa felice la piccola Alyn: “Poche ore fa – ha raccontato in zona mista – le ho chiesto se preferisse che tornassi con del cioccolato o con una medaglia d’oro. Mi ha detto di portare a casa la medaglia”. Un primo giro da 55”12, passaggi agli 800 in 2’03”08 e ai 1000 in 2’52”11, un ultimo 400 da 61”: la Kipyegon stronca le avversarie sul ritmo e vince in 3’52”96 davanti all’etiope Gudaf Tsegay e alla britannica Laura Muir, una che non si arrende mai. Sin qui, una delle più belle finali dei Mondiali.

Regina Yulimar

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Chi, se non miss Rojas? Poche specialità hanno una dominatrice come la venezuelana del triplo. Dopo un 14.60 di assaggio, ecco la misura-monstre: 15.47 (+1.9), miglior prestazione mondiale stagionale. È quella che le serve per conquistare il terzo titolo iridato consecutivo. Poi spara un 15.39 regalando 34.6 centimetri alla padana (cioè un salto da 15.74) e un nullo da record del mondo. C’è un motivo per cui è imbattuta dal 29 agosto 2019. Che cavalletta. Le altre? Brave, ma lontane. L’argento, come a Doha 2019, premia la giamaicana Shanieka Ricketts (14.89 al primo tentativo), il bronzo la statunitense Tori Franklin che al quinto turno, con 14.72, risale dal quinto posto.

Maratona etiope

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Etiopia tra gli uomini, Etiopia tra le donne. Record della rassegna in un caso, record nell’altro. L’oro della maratona femminile, 24 ore dopo quello di Tamirat Tola in campo maschile, va alla 27enne Gotytom Gebreslase. Con 2h18’11” (1h09’01” la prima mezza, 1h09’10” la seconda), fa ben meglio del 2h20’57” col quale la grande britannica Paula Radcliffe si impose a Helsinki 2005, primato precedente. Non male per chi ha vissuto la prima esperienza sui 42 km solo lo scorso anno conquistando Berlino (2h20’09”) ed era poi stata terza a Tokyo in febbraio in 2h18’18”. Decisivi gli ultimi 2000 metri, con l’uno contro uno (vinto) contro la keniana Judith Korir (scuderia Federico Rosa), d’argento a 9”. Il bronzo alla 33enne israeliana di origini keniane Lonah Salpeter (2h20’18”). Ritirata per problemi di stomaco al 18° km la campionessa uscente, la keniana Ruth Chepngetich.

Multipla Nafi

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In una gara dagli alti contenuti tecnici, è ancora la belga Nafi Thiam a dettar legge nell’eptathlon (dopo l’oro di Londra 2017, l’argento di Doha 2019 e due ori olimpici). Si impone con 6947 punti (miglior prestazione mondiale stagionale e seconda della sua carriera) e parziali di 13”21 nei 100 ostacoli, 1.95 in alto, 15.03 nel peso, 24”39 nei 200, 6.59 in lungo, 53.01 nel giavellotto e 2’13”00 negli 800. Un fenomeno. Alle sue spalle l’olandese Anouk Vetter (6867 punti), in testa fino agli 800 finali e bronzo per la statunitense Anna Hall (6755).



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