Europei donne, domani Italia-Francia: parlano Gama e Bertolini



La capitana azzurra sul match d’apertura: “Qui c’è il meglio del calcio mondiale, dobbiamo mettere in campo qualcosa di più”. La c.t. Bertolini: “Sentiamo l’enorme affetto degli italiani”. Cernoia indisponibile

Dal nostro inviato Alessandra Bocci

I sorrisi restano, ma resta anche la concentrazione. “Perché divertirsi non significa perderla, anzi”. Sara Gama, da capitana super esperta, racconta il clima di questi lunghissimi giorni di ritiro e tutta la voglia che c’è ora di mettersi alla prova contro una delle favorite dell’Europeo.

C’è subito un inconveniente non da poco per l’Italia e per la c.t. Milena Bertolini, visto che Valentina Cernoia è rimasta a Blackburn e non sarà disponibile per il debutto con la Francia. Ma la c.t fa buon viso a cattiva sorte. Ci sarà da ripensare il centrocampo, ma niente drammi. “Quando si affronta un torneo come questo, con partite di altissimo livello, bisogna pensare che ci siano 23 titolari, perché è davvero così. Valentina è molto importante ma abbiamo chi la può sostituire”.

ricordi di mondiali

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“E’ stato bellissimo, ma è passato, è un bagaglio che dobbiamo portarci dentro, però dobbiamo anche voltare pagina e sapere che affrontiamo questa competizione con quella bella esperienza che ci ha reso più ricche”, dice la ct. E Sara conferma la voglia di guardare al futuro oltre che al presente. “Quella in Francia è stata una bellissima avventura, un bellissimo, momento, lo portiamo tutte dentro di noi, però questa competizione è diversa e dobbiamo continuare a crescere. Più che dover riallacciare il filo, direi che in questi anni abbiamo tenuto un percorso di crescita, che il momento è differente, però qui c’è il meglio del calcio mondiale e dobbiamo mettere in campo qualcosa di più. Abbiamo lavorato e c’è un mix di esperienza giusto fra le esperte e le ragazze nuove che si sono inserite benissimo. Dobbiamo ricordarci tutto quello che abbiamo fatto in questi anni e divertirci, perché divertirsi non significa perdere concentrazione ma anzi aiuta. Per questo lavoriamo sempre con il sorriso. Stiamo crescendo e dobbiamo consolidare il ruolo dell’Italia a livello internazionale nel calcio femminile”.

L’Italia è cresciuta, Gama è cresciuta dall’Europeo conquistato con la Under 19. “Le cose sono enormemente cambiate se penso a quel periodo e all’ingenuità dell’età: credevamo che vincendo qualcosa sarebbe cambiato e non è stato così. Al Mondiale invece non abbiamo vinto, ma abbiamo avuto l’attenzione che meritavamo. Nell’ultimo Europeo non abbiamo passato il girone, a differenza delle altre edizioni, e ora bisogna svoltare. Partiamo da zero in un contesto differente. Sette delle prime otto del Mondiale sono qui e bisogna essere sempre al top”.

tattica e cultura

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L’Italia affronta subito una corazzata, non la sola che troverebbe lungo il cammino andando avanti nel torneo, e alla c.t chiedono come si possa combattere con chi ha un bacino di utenza maggiore. Perché il calcio femminile italiano è cresciuto, ma non ancora abbastanza a livello numerico. “Chiaro che quei 15 anni di non progettualità si scontano. Come si fa allora a cercare di colmare il gap? Si può sopperire con l’organizzazione di gioco e la relazione che c’è fra queste ragazze, la compattezza del gruppo è la loro forza. Quello che abbiamo in più rispetto agli altri paesi è anche la conoscenza tattica, perché viviamo calcio, lo respiriamo, fa parte della nostra cultura. Le parole che definiscono la partita che dovremo fare contro la Francia? Coraggio e sacrificio. E metterla sul piano del gioco, sempre. Abbiamo cercato di analizzare la squadra da affrontare e dovremo mettere in pratica tutto il lavoro fatto”.

Chiusura sul pensiero dell’Italia delle ragazze come unica nazionale da tifare in questa annata di Mondiale senza azzurro. Bertolini e Gama sono sulla stessa lunghezza d’onda: “Il fatto che i ragazzi non si siano qualificati ai Mondiali è una sconfitta per tutto il movimento. L’attenzione che ci aspettiamo è la solita, l’anno scorso i ragazzi l’Europeo lo hanno vinto. Noi affrontiamo il nostro torneo sentendo l’affetto degli italiani, che sappiamo essere intenso”, dice la c.t. E la capitana: “Ma non sentiamo maggiore pressione per questo. Ed è importante cominciare a vivere le due parti del movimento in maniera distinta, non in contrapposizione. La giusta pressione, quella che serve, ce la mettiamo addosso da sole”.



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