Il professor Hollander e le 13 regole con cui “il basket può salvare il mondo”



Alla New York University tiene un corso intitolato proprio così. L’insegnante è stato al Santuario del cestista a Porretta Terme e ha partecipato alla storica staffetta dal PalaDozza di Bologna

“Mi hanno chiesto tutti, a New York e in Italia: cosa vai a fare a Porretta? La mia risposta è semplice: dove dovrei andare se non dove c’è un Santuario dedicato al basket?” David Hollander è professore alla New York University dove tiene un corso intitolato: “How basketball can save the world”, come il basket può salvare il mondo. Il 29 luglio è andato a Porretta Terme al Santuario del basket. Ha partecipato alla staffetta che dal PalaDozza di Bologna è arrivata a Porretta, riedizione di quella storica del 1956 che ha originato la nascita del Santuario del cestista, riconosciuto dal Vaticano lo scorso novembre. A Porretta ha tenuto una lectio magistralis sulle 13 regole che l’anno prossimo saranno il corpo del suo libro (in Italia uscirà per Mondadori). Toccante l’incontro con Marco Calamai, ex allenatore di Serie A, la cui Over Limits, una squadra principalmente per ragazzi autistici, è la miglior rappresentazione della regola numero 13: per gente abituata a guardare a terra, il basket è una rivoluzione proprio perché spinge lo sguardo verso l’alto.

I 13 principi

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I principi su cui si basa Hollander per spiegare come il basket può salvare il mondo sono 13 come le regole che scrisse il professor James Naismith quando inventò il basket nel 1891 a Springfield):
1. Cooperation (cooperazione)
2. Balance of individual and collective (equilibrio tra individuo e collettività)
3. Balance of force and skill (equilibrio tra forza e capacità)
4. Positionless-ness (senza posizione)
5. Human alchemy (Alchimia umana)
6. Make it global (globalità)
7. Gender inclusive (inclusività)
8. No barrier to access (senza barriere)
9. For the outsider, the other, and the Masses (per tutti)
10. Urban and rural (cittadino e rurale)
11. Antidote to isolation and loneliness (antidoto all’isolamento e la solitudine)
12. Sanctuary (santuario)
13. Transcendence (trascendenza)

Il record di tecnici ricevuti

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Hollander giocava a basket al college senza grandi successi. Dice che ha firmato un record: quello dei falli tecnici ricevuti. Sull’Appennino è arrivato con moglie e figlia. Una troupe televisiva ha girato oltre 80 di ore di materiale sul suo soggiorno. Delle sue regole, ha scritto un libro che sarà pubblicato in Italia da Mondadori. Per l’anno prossimo ha in programma una settimana di incontri, lezioni ed esperienze a Porretta quando si terrà la seconda edizione del premio “Il bello del basket”, che nel 2022 è andato allo Stayin Alive Tour di una squadra di Pordenone, che ha girato l’Italia per spiegare come i corsi per il primo intervento in campo in caso di episodi gravi possano salvare la vita di persone e giocatori. Hollander sarà anche curatore della Liba University, una settimana di incontri, lezioni ed esperienze che si terrà sempre a Porretta. La Liba è la “Legends international basketball association”, fondata in Italia da ex giocatori come Pier Luigi Marzorati, Carlo Caglieris, Dino Meneghin, Ario Costa, Alberto Merlati, Antonello Riva, Giorgio Papetti, Beppe Ponzoni, Mara Fullin e tanti altri, e si dedica alla promozione e lo sviluppo del basket attraverso iniziative e incontri nelle scuole e in giro per l’Italia.



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