Infortuni ricorrenti: ecco come gestire l’alimentazione



Una stima valuta che circa il 10% degli atleti professionisti abbia subìto, nel corso della propria carriera, almeno un infortunio che ha richiesto una sospensione degli allenamenti dalle 3 alle 10 settimane: come mangiare nel frattempo?

Federica Povero – Noritura

Chi è abituato a una pratica costante e regolare e non si allena anche soltanto per un mese può peggiorare sensibilmente la propria composizione corporea e la condizione generale, tutti elementi critici sia dal punto di vista salutistico che da quello prestativo. La maggior parte degli infortuni sono quelli di tipo muscolare, seguiti dalle fratture da stress.

Il ruolo del sistema immunitario

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In seguito ad un infortunio, a prescindere dalla tipologia, una delle prime risposte chiamate in causa è quella che coinvolge il sistema immunitario. La prima manifestazione è l’infiammazione, che quando rimane entro limiti fisiologici (a differenza di quella patologica dove si assiste a una risposta sproporzionata e eccessivamente prolungata), si prefigura come una risposta adattativa messa in atto dall’organismo.

Il ruolo dell’alimentazione per chi è infortunato

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Presi dalla voglia di tornare il prima possibile ad essere in grado di allenarci, spesso ci si concentra quasi esclusivamente sulla riabilitazione, trascurando in parte o a volte del tutto l’alimentazione. Questo potrebbe essere un errore piuttosto importante in quanto l’alimentazione esercita un ruolo di notevole importanza nel supporto della funzione immunitaria, da cui dipendono l’efficacia e la rapidità dei meccanismi di riparazione. A differenza di quel che comunemente si crede, piuttosto che soffermarsi esclusivamente su uno o pochi nutrienti è sicuramente basilare mantenere un corretto stato nutrizionale generale, fornendo all’organismo tutto ciò di cui necessita sia in termini di macronutrienti che di micronutrienti.

I micronutrienti

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Volendo presentare una scala di priorità sarebbe opportuno partire dalla corretta fornitura di energia e dal fabbisogno proteico. Infatti condizioni di malnutrizione calorico-proteica sono generalmente associate a compromissione della massa muscolare e a ridotta disponibilità di energia. Un ruolo molto importante viene esercitato anche da alcuni micronutrienti con particolare riferimento a vitamine e sali minerali, quali ad esempio vitamina D, E, C, zinco, selenio, magnesio e calcio. Va però ricordato come solitamente l’alimentazione ben bilanciata e associata a una corretta idratazione difficilmente esponga al rischio di carenze di micronutrienti.

Omega 3 e Omega 6

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Negli sportivi risulta necessario equilibrare il rapporto omega 3 e omega 6, favorendo una maggiore introduzione dei primi ed evitando di abusare dei secondi, sia attraverso la dieta sia eventualmente attraverso una supplementazione mirata. Il rapporto tra omega 3 e omega 6 dovrebbe essere ricondotto a circa 1:5, mentre in genere, nella nostra comune alimentazione, è pari a circa 1:10.

Il ruolo dell’idratazione

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Nello sportivo è essenziale, altresì, garantire uno stato di corretta idratazione: esiste una correlazione diretta tra disidratazione, peggioramento della prestazione fisica e aumento del rischio di infortunio muscolare. Va inoltre tenuto presente che la condizione di disidratazione può essere causa di affaticamento, perdita di capacità di esercizio e di lucidità, sovraesponendo l’individuo a un maggiore rischio traumatico. Se infatti non si è abbastanza lucidi o si va incontro a un calo della propria prestazione atletica è più facile infortunarsi. In questo senso dunque una buona idratazione aiuta in senso preventivo.





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