Quali sono (davvero) i social network che amiamo di più?


Quali siano i social media con il maggior numero di utenti, ormai, lo sappiamo tutti. Il vecchio Facebook è ancora primatista con 2,9 miliardi di utilizzatori mensili, Instagram segue con circa 2 miliardi e TikTok è in rapida ascesa, avendo già raggiunto 1,2 miliardi. Questione un po’ diversa è invece capire quali siano i nostri social preferiti, quelli che consultiamo con più piacere, che ci offrono l’esperienza migliore o che troviamo più utili. A questa domanda si trova risposta – a livello globale – nell’ultimo report Global State of Digital di HootSuite.

Già la prima posizione potrebbe sorprendere, non trattandosi di un social media vero e proprio bensì di un servizio di messaggistica come WhatsApp, che viene indicato come piattaforma preferita dal 16,1% degli utenti social globali. Considerate le ultime tendenze del settore, non c’è molto da sorprendersi: una ricerca dell’agenzia ZAK ha infatti mostrato come il 60% degli under 30 preferisca comunicare tramite messaggi privati invece che sui feed pubblici dei social network. La principale ragione segnalata dagli intervistati è che, in questo modo, è possibile “condividere più liberamente”.

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In parecchi casi, i gruppi ristretti e separati di WhatsApp hanno infatti sostituito la condivisione di contenuti e le discussioni sul feed di Facebook, permettendoci un comportamento più libero e maggiormente al riparo da sguardi magari indesiderati. Proprio Facebook rimane comunque il secondo social più apprezzato con il 14,6% delle preferenze, forte sicuramente della sua capillare diffusione in tutto il mondo. Nonostante abbia circa un miliardo di utenti in meno, Instagram segue immediatamente Facebook con il 14,5% delle preferenze, potendo contare su una fascia demografica – quella 20-35 – che l’ha eletto suo social di riferimento.

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Fuori dal podio troviamo invece WeChat: la super-app cinese, utilizzata per le comunicazioni e per moltissime altre funzioni, è preferita dal 12,4% degli utenti. Gli altri social che troviamo in classifica sono invece molto staccati: Douyin, la versione cinese di TikTok, raggiunge solo il 5,7% delle preferenze, mentre proprio TikTok segue a ruota con il 5,6%. Un dato sorprendente – se si pensa quanto il social creato da ByteDance sia senza ombra di dubbio il fenomeno più importante degli ultimi tempi – e sicuramente destinato a cambiare nel giro di pochi anni.

Tra i social più noti manca ancora all’appello Twitter, che giunge infatti al sesto posto con il 3,5% delle preferenze. E qui vale la pena soffermarsi un momento, per notare come Twitter sia di gran lunga il social più piccolo tra quelli presenti in questa classifica: secondo le stime, avrebbe circa 370 milioni di utenti mensili (la società da tempo non dichiara più questa metrica), meno di un terzo di TikTok e di un quinto di Instagram. Come noto, Twitter può però godere di una platea di utilizzatori molto appassionati, il che gli permette di trovarsi comunque a metà di questa classifica.

Dopo Twitter troviamo servizi come Messenger di Facebook, Telegram e Line (il sistema di messaggistica più usato in Giappone). Tra i meno noti in Occidente, vale la pena di segnalare come un altro social cinese per la condivisione di brevi video – Kuaishou (580 milioni di utenti) – sia preferito a livello globale dall’1,5%, a pari merito con Pinterest e poco sopra Snapchat (tuttora molto diffuso negli Stati Uniti, ma non solo).

Dopo QQ, un sistema di messaggistica cinese, e dopo uno strumento usato soprattutto in nordamerica come iMessage, troviamo infine, fanalino di coda, il grande assente tra i social che abbiamo finora menzionato: Linkedin. Ebbene sì, nonostante possa contare su circa 850 milioni di iscritti in oltre 200 paesi (ma senza dichiarare quanti di questi siano attivi mensilmente), il social network più usato per scopi professionali è preferito da un misero 0,9 per cento della popolazione social di tutto il mondo.

Un dato forse sorprendente, ma che potrebbe rivelare qualcosa di interessante: per quanto Linkedin sia per molte persone uno strumento indispensabile, è possibile che – sotto sotto – non così tanti utenti abbiano davvero voglia di passare il tempo a congratularsi con i colleghi per gli obiettivi raggiunti e a mettere (eventualmente) in mostra i propri.



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