Suarez e l’esame farsa, Juve prosciolta. Tre rinvii a giudizio



A gennaio il processo ma il club bianconero ormai è fuori dal procedimento. Rinviati a giudizio l’ex rettrice, il direttore generale e una professoressa

Prosciolta l’avvocata della Juventus Maria Turco, rinviati a giudizio l’ex rettrice dell’Università per stranieri di Perugia Giuliana Grego Bolli, il direttore generale dell’ateneo Simone Olivieri, e la professoressa Stefania Spina. È questa la decisione del gup sull’inchiesta per il presunto esame farsa di italiano sostenuto nel settembre 2020 da Luis Suarez. Con la certificazione B1 di lingua italiana, il campione uruguayano avrebbe potuto ottenere la cittadinanza italiana e, secondo l’accusa, perfezionare il passaggio alla Juventus.

In aula a gennaio

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Il processo che si aprirà a Perugia l’11 gennaio è l’ultimo procedimento su questo caso, dopo che a dicembre la Figc aveva già archiviato le accuse mentre l’esaminatore, il professore Lorenzo Rocca, ha patteggiato un anno. Di fatto esce di scena la Juventus, dopo che nell’aprile 2021 era stato sospeso il procedimento a carico dell’ormai ex dirigente dell’area sportiva della Juventus Fabio Paratici, e dell’avvocato della società bianconera Luigi Chiappero. “Direi che era una sentenza attesa, vista la richiesta favorevole della procura, ma anche giusta”, ha commentato Franco Coppi, difensore dell’avvocata della Juventus, Maria Turco. Per il legale il comportamento della sua assistita e quindi del club bianconero “era sempre stato assolutamente lineare, nel senso di reclamare una correttezza della procedura nel rispetto sia formale che sostanziale delle regole che presiedevano quel tipo di prova”.

Le accuse

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Il Gup Natalia Giubilei ha invece rinviato a giudizio tre dipendenti dell’ateneo umbro ma la difesa è fiduciosa. “Sono convinto che il dibattimento consentirà, attraverso il contraddittorio probatorio, la ricostruzione rigorosa dei fatti storici dai quali potrà emergere l’insussistenza della responsabilità ascritta” al direttore generale Olivieri, ha affermato il suo avvocato, Francesco Falcinelli. Del resto i difensori fanno anche notare una presunta contraddizione in termini perché se l’avvocata della Juve è stata assolta per l’ipotesi di istigazione, è rimasta invece la condotta istigata a carico dei rappresentanti dell’università. Il caso risale all’estate del 2020 quando l’attaccante uruguaiano si svincolò dal Barcellona e provò a ottenere la certificazione necessaria per avere il passaporto comunitario in vista di un possibile passaggio alla Juventus. Secondo gli inquirenti l’esame fu una farsa per assicurare, “nei tempi richiesti dalla Juve e con una procedura fittizia, la certificazione linguistica necessaria per l’ottenimento della cittadinanza italiana. Nell’archiviare il caso a dicembre, la Federcalcio aveva fatto sapere che non erano emersi «elementi sufficienti per ritenere provate condotte illecite rilevanti nell’ambito dell’ordinamento federale sportivo di dirigenti o comunque tesserati, unici soggetti sottoposti alla Giustizia Sportiva”.



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