Supercoppa Primavera, Inter-Fiorentina 1-2: decisivi Amatucci e Berti



All’U-Power Stadium di Monza vincono i viola coi gol di Amatucci e Berti: per i nerazzurri inutile la gemma di Owusu nella ripresa

Finisce con il sorriso di Aquilani, che in due anni e mezzo da allenatore della Fiorentina Primavera ha già vinto più che da calciatore. Cinque trofei a quattro, l’ultimo è la Supercoppa che ha appena conquistato battendo 2-1 l’Inter di Chivu a Monza, nella casa di Berlusconi e Galliani. Il suo contratto scadrà a giugno e non mancano gli ammiratori, motivo per cui Commisso – seduto in tribuna insieme a tutta la dirigenza – farà bene a muoversi con il rinnovo. D’altronde i numeri parlano chiaro e la cantera viola deve restare così, perché funziona a meraviglia come dimostrano le dieci finali negli ultimi sei anni, durante i quali sono stati lanciati Chiesa, Vlahovic, Sottil e non solo. Dell’Inter campione d’Italia appena sette mesi fa, invece, è rimasto solo il ricordo. I nerazzurri in campionato hanno vinto 4 partite su 15 e contano solo un punto sulla zona playout. L’anno scorso la squadra di Chivu non perse più da febbraio in poi, fino allo scudetto. Proprio vincendo a Firenze lo scorso 22 ottobre, sembrava aver svoltato ancora una volta. Da lì cinque risultati utili consecutivi, la vittoria nel derby, il pareggio con la Juve. Poi, però, la ricaduta con la sconfitta contro la Samp terzultima e l’addio alla Supercoppa.

Portiere del futuro

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Eppure la serata era iniziata con l’Inter all’attacco: errore in disimpegno di Krastev, Iliev ruba palla e si presenta solo davanti a Martinelli, ma quest’ultimo è bravissimo in uscita. Classe 2006, ha compiuto 17 anni da un paio di settimane ma Italiano ha intenzione di promuoverlo già a terzo portiere alle spalle di Terracciano e Sirigu. Sarà lui, fiorentino doc e in viola fin da piccolissimo, il numero uno del futuro. Anche il ct Mancini lo ha convocato per l’ultimo stage della Nazionale e il motivo lo si capisce al 58’, quando Martinelli si distende su una botta dai 20 metri di Valentin Carboni, quest’ultimo preso in prestito dai grandi, con Inzaghi che lo ha fatto già debuttare in Champions e Serie A.

Che perle

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Dopo 25’, però, la Fiorentina è già sul 2-0: a sbloccarla è la splendida punizione di Amatucci, il cervello della squadra che durante la pausa per il Mondiale è stato assoluto protagonista nel ritiro con Italiano. Il raddoppio è di Berti, che recupera palla sulla trequarti, si butta nello spazio e lascia partire un diagonale su cui Botis non può arrivare. Ha 18 anni, la Fiorentina lo ha preso dal Cesena, con cui neanche maggiorenne aveva messo insieme oltre 20 presenze in Serie C. Inutile il gol – il terzo in questo 2023 – di Owusu, che al 75’ prova a riaprire tutto con un bolide da fuori area. L’Inter torna a casa a mani vuote.

Coppa Italia femminile

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In giornata si è giocata anche l’andata dei quarti di finale di Coppa Italia femminile. La Fiorentina si è arresa di misura (0-1) al Milan, decisiva la rete di Piemonte, ex di turno. Le viola proveranno il tutto per tutto nel match di ritorno. La vincente se la vedrà in semifinale con la Roma, che invece ha rifilato ben 8 gol a Pomigliano (inizio 2023 da record per le giallorosse, a quota 18 reti in tre match). Dall’altra parte del tabellone qualificazione già praticamente raggiunta dalla Juventus, che si sbarazza della sorpresa Chievo (3-0 il risultato finale), unica non testa di serie che aveva raggiunto i quarti battendo il Sassuolo. Si complica la vita l’Inter, che ne fa 3 in un tempo alla Sampdoria. Poi le liguri, che in campionato perdono da sei gare di fila e che non segnavano da ottobre, lo fanno addirittura due volte nella ripresa, meritandosi così la possibilità di un’impresa il prossimo 7 febbraio.



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