Wimbledon, Rybakina e la Russia: “Non ho scelto io dove nascere”



Dopo la vittoria in finale, la tennista nata in Russia ma di passaporto kazako ha confessato: “Il match più difficile della mia vita. Grata ai tifosi del mio Paese che mi hanno sostenuta”

Alla fine lo ha ammesso anche lei, la Regina di Wimbledon: “Felice sia finita”. Elena Rybakina, la apparentemente fredda kazaka che ha festeggiato il trionfo più importante della sua vita con un mezzo sorriso e zero scene di gaudio e giubilo, si è lasciata andare alle emozioni: “E’ stato il match più difficile della mia vita, ero davvero troppo tesa”.

Lei, nata a Mosca 23 anni fa, è kazaka da soli 4 anni ed è solo per via del suo passaporto che ha potuto partecipare e vincere a Wimbledon, in quel palcoscenico negato quest’anno a russi e bielorussi a causa della guerra in Ucraina.

dribbling

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Per tutte e due le settimane, la Rybakina aveva dribblato l’argomento e ripetuto sempre lo stesso mantra: “Sono kazaka e orgoglioso di esserlo”, cosa che ha ribadito anche durante la premiazione e nella conferenza stampa. Dove però le è arrivata, inevitabile e diretta, la domanda su cosa pensasse delle azioni di Vladimir Putin e del suo Paese d’origine. Un po’ irrigidita, ha prima risposto di non aver ben compreso la domanda e poi si è giustificata di non sapere parlare perfettamente l’inglese, per poi chiarire: “Io rappresento il Kazakistan, la nazione che mi ha dato fiducia e che mi ha fatto sentire tutto il proprio sostegno durante questi giorni. Ho sentito i tifosi, ho visto le bandiere. Non ho scelto io dove nascere, ma tutta la gente del Kazakistan mi ha supportato così tanto in questi giorni, e io gliene sono grata”.

Una risposta pulita e senza andare oltre le righe, quelle stesse righe che in queste due settimana ha accarezzato con delicatezza e potenza allo stesso tempo, dentro e fuori il rettangolo di gioco più importante del mondo. La Rybakina ha poi ringraziato tutto il suo team (“Senza di loro non sarei mai qui”), con pensiero commosso ai suoi genitori, che tanto hanno fatto per lei in tutta la sua vita.

la duchessa

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Nonostante il probabile imbarazzo nel premiare una moscovita proprio nell’anno della guerra e dopo aver vietato la partecipazione a russi e bielorussi, il protocollo, in perfetto stile british, è stato rispettato senza la minima sbavatura. Kate Middleton, la duchessa di Cambridge, madrina del torneo, ha premiato la Rybakina non mostrando segni di imbarazzo. D’altronde, essere moglie del futuro re d’Inghilterra comprende anche questa: non mostrare troppe emozioni in pubblico in situazione del genere. Unica nota: il suo vestito giallo. Come metà della bandiera ucraina. Segnale voluto? Questo, almeno, non è dato saperlo.



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